Covid-19: ritornano a salire i contagi in regione

Purtroppo tornano a salire i contagi da covid-19: sono 576 i nuovi postivi in Emilia-Romagna contro i 445 di ieri. Aumentano anche i ricoveri nei reparti covid che raggiungono quota 376 mentre restano stabili i pazienti nelle terapie intensive, fermi a 47.  Anche oggi si registrano tre decessi:  una donna della provincia di Reggio Emilia di 97 anni, un uomo residente in provincia di Modena di 82 anni e una donna residente in provincia di Bologna di 87 anni. In totale, dall’inizio dell’epidemia, i decessi in regione sono stati 13.315. Per quanto riguarda la situazione dei contagi nelle province, Rimini è in testa con 97 nuovi casi, quindi Bologna e Modena (entrambe con 95 casi) e poi Reggio Emilia con (67), 44 nuovi casi invece per la provincia di  Ferrara.

Continua la campagna vaccinale che raggiunge quota 5 milioni 574mila somministrazioni, oltre 2 milioni e mezzo le persone già immunizzate. Ma l’appello a continuare a vaccinarsi è sempre forte e chiaro: “vaccinatevi” è l’invito perentorio dell’assessore alla salute della Regione Emilia-Romagna, Raffaele Donini. “Non rischiamo ad oggi il passaggio in zona gialla, siamo al 5% di posti letto occupati in terapia intensiva e negli altri reparti Covid, quindi rispettivamente a metà e a un terzo rispetto al livello di guardia, ma la quasi totalità dei pazienti in terapia intensiva si riferisce alla popolazione non vaccinata, quindi la nostra priorità è vaccinare il più possibile e anticipare le dosi”. L’assessore Donini è intervenuto anche sulla questione della terza dose: “Se servirà, siamo pronti a farla. Ma aspettiamo le indicazioni del Cts e del Governo, le Regioni non possono agire in autonomia”.

Nel frattempo gli esperti dell’Ausl e del Policlinico S.Orsola di Bologna sono intervenuti in merito alle numerose richieste di esami pre vaccinali da parte di chi non si vuole vaccinare e cerca di ottenere l’esenzione, ricevute da alcuni medici insieme a messaggi intimidatori: “Se mi succede qualcosa ti considero responsabile”.

Le aziende sanitarie hanno dato indicazioni precise: niente esami inutili prima del vaccino per verificare la “predisposizione” a reazioni avverse, che in realtà potrebbero avere come effetto solo quello di generare “dannose conseguenze”, falsi positivi e falsi negativi. “La buona pratica clinica, spiegano l’infettivologo Pierluigi Viale e il direttore sanitario dell’Azienda, Lorenzo Roti, prevede che la somministrazione del vaccino sia preceduta da un’accurata anamnesi”. Il presidente della regione Stefano Bonaccini ha sottolineato l’esigenza di garantire la tutela delle persone a non ammalarsi. “perché è giusta la libertà individuale, dice, ma dobbiamo sapere che il non contrasto alla pandemia sanitaria porta il rischio di una pandemia economica e sociale”.

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