A Reggio Emilia aziende riciclavano rifiuti pericolosi

Reggio Emilia. Dalle prime ore di oggi in Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, e Toscana, i militari del N.I.P.A.A.F. del Gruppo Carabinieri Forestale di Reggio Emilia, unitamente ai Gruppi Carabinieri Forestale territorialmente competenti, militari della Compagnia di Reggio Emilia, Carabinieri della Squadra di Intervento Operativo (S.I.O.) del 5° Reggimento “Emilia Romagna” e una unità eliportata del 13° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Forlì (FC), nonché con la partecipazione, del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Reggio Emilia, che ha contribuito alle indagini sugli aspetti finanziari e fiscali dei soggetti coinvolti, stanno dando corso a una serie di perquisizioni disposte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia concorde con gli esiti investigativi dei militari forestali reggiani in relazione ai reati di Gestione illecita di rifiuti ed Evasione fiscale in concorso. L’indagine, iniziata nel 2019, riguarda la gestione illecita di rifiuti ferrosi pericolosi e non, in particolar modo di accumulatori elettrici esausti che, provenienti da raccoglitori abusivi venivano stoccati in un campo nomadi del reggiano dove venivano ritirati da parte di varie ditte per essere avviati al recupero dopo essere stati sottoposti a sommari interventi di vagliatura in modo totalmente abusivo e senza il minimo accorgimento per la tutela ambientale. Ben 1800 tonnellate annue di rifiuti movimentati nel solo 2018, generando un importante volume d’affari totalmente ignoto al fisco. Oltre al campo nomadi del reggiano, fulcro dell’attività illecita, verranno perquisiti una ventina di siti riconducibili alle aziende coinvolte a vario titolo

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