Bologna tornato al lavoro senza gli undici nazionali. Faragò ha iniziato ad allenarsi con i compagni

Alla fine sono diventati undici e da questo pomeriggio, quando il Bologna si è ritrovato a Casteldebole, il clima era di quello dei grandi spazi. Proprio oggi si è aggiounto ai nazionali partiti per le gare internazionali anche Ibrahima Mbye, chiamato dal suo Senegal e in queste ore raggiungerà i compagni per le due partite in programma venerdì a Brazzaville contro il Congo e martedì 30 in casa a Thies contro l’eSwatini (già Swaziland). Gli altri che torneranno solo tra giovedì e venerdì della prossima settimana, quindi a pochi giorni dall’impegno di sabato 3 con l’Inter sono Skorupski, che con la Polonia cerca un posto in vista degli Europei, Breza con il Canada under 23, a caccia della qualificazione per le Olimpiadi, Tomiyasu con il Giappone, Antov con la nazionale Bulgara, Svanberg che vuole confermare il suo buon momento di forma anche con la Svezia), Medel impegnato con il suo Cile, Baldursson con l’Islanda under 21, Soriano che avrà ben tre impegni con la nazionale azzurra di Mancini, Skov Olsen che torna con la sua Danimarca dopo il brutto infortunio alla schiena che lo ha tenuto fermo per diverse settimane e Barrow con il Gambia.

A questi vanno aggiunti Santander che lavora ancora all’Isokinetic nonostante i tempi di recupero dopo l’operazione al legamento avrebbero dovuto vederlo in campo da circa un mese e faragò che in settimana riprenderà gradualmente a lavorare con i compagni sperando possa essere nuovamente disponibile fin dall’incontro con l’Inter nel quale non ci sarà lo squalificato Palacio

Sei dei nazionali erano titolari allo Scida con il crotone. Sinisa Mihajlovic non avrà dunque metà squadra ma soprattutto bisognerà sperare che tra covid e infortuni, non capiti nulla in vista dei prossimi impegni di campionato. E’ stato lo stesso tecnico rossoblù a dirsi felice per le tante convocazioni che significano una crescita dei singoli e dunque valore aggiunto per la squadra. Nello stesso momento il momento è delicato e spezzare la bolla della propria squadra rischia di rovinare gli sforzi di tanti mesi.

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