Caso Lo Muzio, archiviazione per la scorta di Salvini

Il Giudice per le Indagini Preliminari di Ravenna Corrado Schiaretti ha disposto l’archiviazione perché i fatti non sussistono per i tre poliziotti della scorta di Matteo Salvini, indagati perché cercarono di impedire al cronista di ‘Repubblica’, Valerio Lo Muzio di riprendere il figlio dell’allora ministro dell’Interno su una moto d’acqua della polizia a Milano Marittima nell’estate di due anni fa.

La Procura aveva chiesto l’archiviazione per peculato d’uso della moto d’acqua e per violenza privata sul giornalista, in questo caso per tenuità del fatto, mentre il giudice ha optato per una formula piena. Da parte dei poliziotti, viene spiegato, ci fu “una pressante, anche irrequieta e magari perfino irritante richiesta di ‘collaborazione’ (in realtà di comprensione per la loro scomoda posizione)”. Ma la loro condotta non fu violenta e di conseguenza non integra un reato.

“Ciò che hanno effettivamente fatto gli indagati, e che ha sospeso l’attività del videomaker, è stato legittimo – spiega il GIP- ovvero controllare i documenti di Lo Muzio che tuttavia, subito dopo, ha potuto continuare a effettuare le sue riprese”. Per il Gip infatti – specifica l’agenzia Ansa- “dalla competizione” è “uscito vincente il giornalista”.

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