Covid, decreto Draghi: ecco cosa si può fare dal 7 aprile

Ci sono ancora poche concessioni nel nuovo decreto legge emanato in queste ore dal governo Draghi, che dopo Pasqua dovrebbe ridisegnare la convivenza e le attività economiche in epoca di Covid. Il documento presentato in queste ore prevede una lenta riapertura delle regioni solo dal mese di maggio. Nessuna zona gialla lungo lo stivale ma solo arancione e rosso che limiteranno gli spostamenti tra le persone e da regione a regione. Dal sette aprile, dunque, si avvia una nuova fase di prudenza e di attenzione.

Tra le norme più cogenti c’è sicuramente l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari, salva la possibilità di essere sospesi o dimensionati nella propria attività. Passa anche lo scudo penale per medici ed infermieri o chiunque altro somministra il vaccino anti Covid.

La scuola riaprirà fino alla prima media, sempre, anche in zona rossa. Se le scuole saranno in zona arancione la presenza verrà garantita fino alla terza media.Agli istituti superiori, rimane la didattica a distanza fino al 50%.

Niente riaprerture per bar e ristoranti, almeno per adesso ma  che tuttavia, in caso di dati epidemiologici rassicuranti e con il progredire delle vaccinazioni, potrebbero vedersi allargare le maglie dei divieti.

Rimane anche l’impedimento ad ogni spostamento fra le regioni. Dal 7 aprile, giorno di entrata in vigore dei nuovi provvedimenti, la mobilità fra le regioni sarà limitata e consentita unicamente per motivi di salute, necessità e urgenza.

Anche i parenti e gli amici dovranno attendere per potersi di nuovo incontrare. Visite vietate in zona rossa, concesse a solo due persone in zona arancione.

Palestre e piscine rimangono chiuse, mentre rimane la possibilità di svolgere attività motoria in solitudine e vicino alla propria abitazione.

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