Covid: in Emilia Romagna preoccupano le varianti

Sono la variante inglese, africana e quella brasiliana del coronavirus a destare le maggiori preoccupazioni in questo momento in Emilia Romagna. Mutazioni dello stesso virus, che lo rendono più contagioso ed infetto e che potrebbero essere la causa del focolaio che si è attivato nei giorni scorsi nel reparto di gastroenterologia dell’ospedale S.Orsola di Bologna e che ha coinvolto operatori e pazienti; oppure quello che si è innescato sempre a Bologna alla scuola San Luigi. Focolai che fanno crescere velocemente il numero dei positivi aumentandone la possibilità di diffusione.

I tamponi repertati al momento sono sotto esame nei laboratori della regione ma l’attenzione è massima. Intanto si è appena concluso il primo fine settimana in zona gialla e le cose non sono andate sempre per il meglio: molte le segnalazioni di assembramenti, gruppi e capannelli di gente per strada e nelle piazze nonostante i divieti imposti dalla situazione in continuo divenire. 

I militari sono dovuti intervenire più volte per disperdere i ragazzi radunati in gruppi e senza mascherina. Molte le chiamate anche per feste in casa private con persone sopra al numero massimo consentito. Comportamenti che, se reiterati, potrebbero mettere a rischio gli sforzi compiuti per arrivare in zona gialla e far retrocedere l’Emilia Romagna nuovamente in zona arancione. Tutto dipende dall’ RT, cioè l’indice di contagio, che in questi ultimi giorni sta lentamente tornando a crescere facendo nuovamente riempire reparti covid e terapie intensive. I risultati degli allentamenti sul numero dei contagi si potrà verificare però solo fra una decina di giorni. Prosegue anche la campagna vaccinale con l’arrivo di nuove dosi sul territorio.

A tre giorni dalla seconda vaccinazione però ventuno ospiti di una Casa residenza per anziani sono risultati positivi al Covid-19. È successo a Marano, in provincia di Modena dove è stato rilevato un focolaio di Coronavirus che ha riguardato complessivamente 21 anziani (circa un terzo del totale nella Cra dove tutti gli anziani sono stati vaccinati). Anche in questo caso l’attenzione è massima.

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