Domani sera Fortitudo-Reggio Emilia. Le parole di Dalmonte

Dopo la tempesta di ieri con l’annuncio del temporaneo congelamento degli stipendi, la Fortitudo torna in campo domani sera alle 20.30 all’Unipol Arena con Reggio Emilia, squadra nella quale è appena arrivato Attilio Caja a sostituire Antimo Martino. Intanto capitan Mancinelli ha superato il Covid e ricomincerà all’iniuzio della prossima settimana ad allenarsi con i compagni. Alla vigilia dell’incontro andiamo a sentire le parole di Luca Dalmonte sulla partita: “Conosciamo il valore della partita, il significato che ci propone, perché il momento è il nostro, siamo consapevoli di dove siamo ed è necessario essere consapevoli che quello che è stato fatto nelle modalità con cui abbiamo raggiunto alcune partite e le modalità attraverso cui oggi siamo nella situazione in cui siamo,  non è sufficiente per ciò che dice la classifica, e allora dobbiamo alzare il livello e prendere il reale potenziale che ognuno di noi ha dentro e buttarlo nel campo. Tutto ciò che abbiamo fatto è sicuramente insufficiente, dobbiamo cercare di più e di meglio, che la somma dei singoli dia il meglio della squadra. Non voglio giudicare il ieri, ma ciò che è necessario oggi, ci sono risorse di qualità e talento e morali che devono alzarsi nel campo, anche nella presenza morale e nel desiderio. Sono certo che ci siano margini importanti in ognuno di noi, possiamo alzare il nostro livello di competitività e questo è il punto fondamentale per approcciare la partita. La situazione ci richiede di alzare il livello e noi possiamo farlo, per uscire ed esprimersi al meglio nei 40’ con Reggio, tutto ciò esteso anche per il prossimo futuro fino alla sirena dell’ultima partita.”

Come avete vissuto una settimana difficile per il campo e per ciò che sta accadendo? Qual è lo spirito della squadra e come si tiene concentrata sul campo? “È necessario che quello che succede fuori dal parquet non debba influire se non essere visto come credo sia l’obiettivo della società, come uno stimolo, un “warning” per alzare l’attenzione la consapevolezza del momento. Il nostro compito è di concentrarci sul campo, tutto il resto se è tradotto nelle modalità giuste, come credo sia desiderio del segnale della società, non deve essere elemento condizionante ma di stimolo per richiedere a noi di più, che dovremo fare a prescindere, ma ciò deve darci una spinta in più.”

Anche a Reggio il momento è particolare e debutta un nuovo allenatore. Non è l’ultima spiaggia ma si giocherà sui nervi per due squadre con le spalle al muro. “Se non è l’ultima spiaggia non definiamola così e stacchiamoci dalle spalle al muro. Serve il giusto equilibrio, cioè consapevolezza dell’importanza della partita per il momento e l’avversario che ci affianca. Partita molto importante, a 7 partite dalla fine relativamente decisiva, ma molto importante. Una squadra che ha cambiato allenatore che ci impone di pensare Reggio tecnicamente comunque abbastanza simile e vicina come proposta a quel che era fino a ieri, sicuramente avranno una reazione nervosa e di intensità e durezza, perché fa parte della filosofia di Caja, ma noi dobbiamo essere concentrati su di noi e a come noi andremo sulla partita e questo sarà decisivo.”

Il confronto tra te e Caja sarà uno dei temi della partita. Come vivi questo confronto, che ne pensi di Caja e del tesseramento in deroga con cui Reggio l’ha firmato. Un confronto tra la tua pallacanestro e la sua. “Il confronto è tra Reggio e Fortitudo, nemmeno tra i singoli giocatori. Sono due squadre che si affrontano nel loro insieme, sicuramente il suo basket si riconosce e le sue squadre anche, Caja mette la propria filosofia in ogni squadra che allena. Ci aspettiamo una partita aggressiva in difesa, non so quanto possa aver cambiato in fase offensiva, avrà cercato sicuramente di immettere qualcosa di suo, ma dobbiamo essere concentrati noi sui loro giocatori, che hanno cambiato tanto anche a livello di equilibri; dobbiamo fare una previsione sul giocatore che giocherà (Johnson e Kyzlink), perché sono giocatori diversi che possono cambiare fisionomia alla squadra in base alla scelta. Sul tesseramento di Caja ho un’opinione ma non un giudizio, e l’opinione è la mia personale e non la espongo perche non va ad incidere sulla scelta pratica e il percorso per il tesseramento di Caja. Mi attengo ai fatti ma ritengo la mia opinione fuori tempo massimo e che non sia utile né corretto farlo.”. La difesa nelle ultime 3 gare non ha dato l’apporto delle precedenti. Perché? “La difesa è l’aspetto tecnico che parte dalla presenza e il desiderio di lottare, esiste una sorta di altruismo difensivo attraverso cui sei pronto ad aiutare un compagno in difficoltà. La difesa è figlia di una presenza, di una voglia, ma è una parte importante che risiede non nelle qualità tecniche ma nell’atteggiamento, che non è stato funzionale nelle ultime tre gare, con motivazioni non sovrapponibili, ma la performance difensiva non è stata sufficiente e dobbiamo trovare una unità di intenti perché la difesa sia più funzionale nel suo presentarsi in campo.”

Ieri sono usciti due tweet (James e Delaney). Gli americani della Fortitudo come hanno reagito alla decisione della società? “La reazione che io conosco e per cui posso dare un contributo è stata una reazione di consapevolezza del motivo per cui la società ha preso questa decisone. Non si sono spostati dalle loro situazione, hanno preso atto della decisione. La comunicazione è stata fatta in modo corretto, sereno e trasparente. L’hanno condiviso tra loro e tutto il gruppo squadra, hanno capito il motivo, poi di quel che si dice sui social, soprattutto da giocatori che non conoscono la situazione, lanciare un’opinione rimane sempre un po’ fuori dal contesto, poi ognuno è libero di dire nel massimo rispetto ciò che pensa, ma i pensieri degli altri teniamoli fuori e concentriamoci su di noi.”

Hai già affrontato Reggio. Hai fatto rivedere gli ultimi minuti della partita di andata buttata un po’ via? “Io l’ho rivista, non ho ritenuto corretto farla rivedere ai giocatori perché ci sono momenti della partita in cui tanti giocatori sono differenti rispetto ad oggi, i soggetti sono differenti e non so quanto sia funzionale rivisitarla con la squadra. Io l’ho fatto perché è corretto che io lo faccia, ma i protagonisti sono differenti. Reggio e noi abbiamo giocatori in più e in meno e differenti da quella partita. Quella partita ci indusse riflessioni ancora presenti, dobbiamo avere la capacità di reagire davanti a un episodio negativo, farlo insieme, resettare gli errori ed essere connessi come squadra in ogni possesso e questo passaggio ancora dobbiamo sistemarlo e non mi arrendo nella maniera più assoluta né in questo processo, né nel percorso da qui alla fine. Non mi arrendo mai e cerco sempre di trovare motivazioni e sollecitazioni perché tutti noi si giuochi al meglio cercando il meglio di ognuno di noi. Su questo non transigo su me stesso e sulla squadra.”

La F oggi si può considerare una squadra o semplicemente un gruppo? Sembra ci sia una tendenza a scollarsi. Qual è secondo te la chiave della partita con Reggio? “Sulla prima domanda dico che mi devo concentrare sulla necessità di essere il più squadra possibile, il passato non ci deve distogliere da quel che deve essere necessario per il prossimo futuro. Dico che serve che noi siamo squadra il più possibile e a maggior ragione nelle difficoltà. I giocatori nuovi di Reggio e l’allenatore nuovo ci impongono di essere concentrati sulle situazioni, figlie delle caratteristiche dei giocatori. Lamar ha portato un ball handler in più ma Taylor detiene la licenza più alta, creano vantaggi per la squadra sui pick and roll. Sims ha aumentato la pericolosità interna perché insieme a Elegar spinge la squadra a cercare di più il post basso e noi dovremo essere bravi a cercare di limitare l’1vs1 e l’attenzione sul perimetro perché hanno giocatori importanti.”

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