Ferrara: scoperto dipinto di Manfredini

A Ferrara spunta da una collezione privata quello che potrebbe essere il primo e unico dipinto di Manfredo Manfredini, il disegnatore ferrarese che ha firmato una delle edizioni più popolari della Divina Commedia del ‘900, la Nerbini, prima di finire nell’oblio lasciando nessuna traccia di sé e nella dannazione di un destino che lo ha visto morire in manicomio, solo e dimenticato dalla storia, tanto che anche la sua tomba (a Limbiate) conserva la data di decesso errata. L’epilogo tragico della vita di Manfredini coincide col tentativo di aggressione ai danni della celebre soprano ucraina Salomea Krusceniski, la cui tomba monumentale, a Leopoli, è in questo tempo tra le opere minacciate dalla guerra.


La riscoperta di Manfredini si deve allo storico dell’arte Lucio Scardino che ha individuato un dipinto, conservato tra le opere di Langelo Atelier a Ferrara, che parrebbe avere molti elementi che richiamano l’arte di Manfredini: la posa – gamba sinistra avanti, i polsi e le caviglie attorcigliati (da serpenti in un caso e da veli nell’altro), la torsione del busto, la figurazione, tutti elementi che si incrociano con quelli presenti in una tavola che l’artista realizzò a corredo del XXV Canto dell’Inferno. “Gli approfondimenti sono in corso, spiega Scardino, ora come ora è verosimile pensare a potenziali linee di continuità tra queste opere”.

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