Il caso Mattia Santori infiamma la politica bolognese

Dopo l’autodenuncia di Mattia Santori di coltivare in casa marijuana, il deputato di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami ha presentato un esposto alla Prefettura e alla Procura di Bologna “in relazione alle notizie diffuse dalla stampa relative alle dichiarazioni del Sig. Mattia Santori il quale ha pubblicamente riferito di essere abituale consumatore di ‘canne’ e di essere dedito alla coltivazione di piante di marijuana per uso ricreativo”. Obiettivo dell’esposto è quello di una valutazione sulla “sussistenza degli elementi integrativi della condotta sanzionata ai sensi dell’art. 75 del d.P.R. 309/90 e dell’eventuale adozione dei provvedimenti conseguenti; nonché di ogni altro aspetto ritenuto giuridicamente rilevante in relazione a quanto esposto”.

“Sarei sorpreso se le Autorità competenti non avessero già preso i provvedimenti dovuti – scrive a sua volta sui social Bignami – nel dubbio, ritengo doveroso nel mio ruolo di parlamentare segnalare loro quanto dichiarato dalla sardina Mattia Santori. O la legge è meno uguale per alcuni? Che dite, ho fatto bene?”. All’esposto ha immediatamente risposto lo stesso Santori:  “Io chiederò di denunciarmi – dice l’ex sardina, consigliere comunale del Pd a Bologna – perchè con la denuncia a me verrà denunciato un sistema che oggi chiama criminali le persone sbagliate”. E’ arrivato intorno all’ora di pranzo a Palazzo D’Accursio per la seduta del Consiglio comunale, anticipato di qualche decina di minuti dal commento da Matteo Lepore: “Mattia ha lavorato bene, spero non voglia non sprecare il lavoro fatto fin qui”, ha dichiarato il sindaco. “Stiamo facendo un percorso nella nostra città che coinvolge esperti, c’è un approfondimento importante sul tema delle dipendenze. A livello nazionale c’è una proposta di legge in discussione alla Camera che introduce elementi di novità, anche sulla coltivazione della cannabis a casa. Credo che dobbiamo attenerci a questo percorso che è nello stile di Bologna, approfondimento senza strappi. Credo che sarebbe meglio che tutti continuassimo a lavorare insieme su questo fronte”, spiega il sindaco a margine della presentazione del piano metropolitano per la parità di genere. “Io sono perché la legge venga rispettata anche se la si vuole cambiare”, prosegue, confermando che il gesto di “dichiarare, almeno a parole, di non rispettare una legge, non è condiviso”. Santori “è un consigliere comunale con delega, sta esercitando il suo diritto di esprimere le sue opinioni. Per questo è importante continuare sul percorso che ci eravamo dati, perché questo non è il Parlamento, ma il Consiglio comunale”, aggiunge Lepore. “Non sta a noi inseguire le provocazioni sui giornali, vedremo questa vicenda che seguito avrà”, conclude.

“Col sindaco questa mattina c’è stato un confronto molto franco e trasparente, come sempre è successo. E siamo molto allineati – assicura Santori – non la vedo come una tirata d’orecchi, ma semplicemente come una divisione dei ruoli. Lui sa benissimo il mio percorso e che sa che abbiamo metodi diversi. In questo momento non sono indagato. Denunceranno uno Stato che obbliga ad oggi sei milioni di consumatori di cannabis, che non è una droga, come dice l’Oms, a rivolgersi al mercato nero”. Quindi precisa: “Quando uno fa un gesto come il mio, o è pazzo o ha fatto dei calcoli e si è informato. Naturalmente io mi sono assunto le mie responsabilità e l’ho detto al sindaco, che ne è consapevole. Mi assumo la responsabilità del mio gesto. Questo è per me fare politica, io sono attivista politico. Attraverso il mio corpo e la mia persona, si lancia un messaggio politica e si apre un dibattito che oggi qualcuno in Parlamento non vuole”.

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