Lepore sindaco A Bologna con il 62% dei voti. FDI primo partito d’opposizione

Con oltre il 62% dei voti, Matteo Lepore nella notte è diventato il nuovo sindaco di Bologna. L’ormai ex assessore della giunta Merola ha guidato una vasta alleanza che ha unito buona parte della sinistra, centristi, ambientalisti e il Movimento 5 Stelle. Il tutto espresso in 7 liste a suo sostegno. Quella che ha preso più voti è quella del PD che con il 36,5%, rimane saldamente il primo partito in città anche se per i meccanismi elettorali non avrà più la maggioranza assoluta in consiglio comunale. A sisnistra, Coalizione Civica mantiene le proprie posizioni (7,32%), partendo invece questa volta nella coalizione di maggioranza. Pur essendo questa volta a propria volta nella maggioranza perde molto invece, il Movimento 5 Stelle che scende al 3,37% anche se si assicura comunque un seggio nel prossimo consiglio. Sul fronte del centrodestra, il principale avversario di Lepore alle urne, Fabio Battisitini, ottiene il 29,5% dei voti. Fra i partiti che lo sostenevano, male la Lega che perde terreno rispetto a cinque anni fa. Cresce invece molto Fratelli d’Italia: era al 2,4% nel 2016 arriva al 12,63%, attestandosi come prima forza di opposizione. Una crescita che, come è stato fatto notare, va in parallelo con quella nazionale, ma che è dovuta anche anche al passaggio da Forza Italia a FdI del gruppo che fa riferimento a Galeazzo Bignami, storico esponente della destra bolognese. Buon risultato, ma fuori dal consiglio comunale per Potere al Popolo (2,49%) che ha raccolto gran parte dei voti dell’ala della sinistra che non si riconosceva in Lepore e che ha espresso altri due candidati Dora Palumbo e Federico Bachiocchi, che hanno avuto però percentuali minori. Risultato da segnalare anche quello del Movimento ‘3V’, dichiaratamente no-vax che sosteneva il candidato Andrea Tosatto e che che ha preso l’1,63%, quasi 2.500 voti. Sull’esito delle elezioni e dei risultati di tutti pesa però la scarsa affluenza, pari al 51,17%. La più bassa dal Dopoguerra ad oggi anche se a Bologna, al contrario di altre città, si è votato in due giorni festivi consecutivi a causa della festa patronale di San Petronio del 4 ottobre.

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