Mihajlovic alla vigilia dell’incontro con il Benevento: “siamo più forti”

Dopo la bella vittoria di Parma, Sinisa Mihajlovic guarda con ottimismo l’anticipo di domani sera al Dall’Ara per togliere definitivamente la squadra dalla zona salvezza. E parte con una considerazione su Barrow, tornato al gol: “Per affermarsi non ne basta una, ma 6/7 di doppiette come quella di Parma. Ma siamo contenti che si sia sbloccato e speriamo continui così. Deve lavorare sulla protezione della palla, sulla ricezione dei cross. Spesso sta troppo basso. Adesso dobbiamo lavorare sulla protezione della palla e l’uso della fisicità, poi sui movimenti. Per fortuna abbiamo in squadra Rodrigo, non c’è miglior maestro di lui”.
Tornando alla partita vuole conferme: “ Da domani mi aspetto una partita convincente. Dobbiamo ripetere la prestazione fatta domenica, essere attenti ai dettagli. Le prestazioni ci sono sempre, ormai è diventata una questione mentale: è quello che rende una prestazione vincente. Speriamo di continuare con i risultati”. Poi si torna a parlare di singoli cominciando da Sansone: “E’ tornato a disposizione, sta bene ed è un giocatore importante, sono contento per lui”.Poi parla di Skov Olsen. E non si capisce se sia pretattica ma afferma: “Domani gioca lui, non Orsolini”.
Poi torna all’incontro: “Come sempre non cambieremo il nostro modo di giocare e la nostra mentalità. Lavoriamo su di noi a prescindere da chi incontriamo, loro fanno quello che vogliono. Pari punti? Vedendo le prestazioni delle due squadra ho qualche perplessità che le squadre abbiano lo stesso valore. I conti si fanno alla fine, il campionato è lungo e noi dobbiamo restare concentrati su quello che dobbiamo fare. Il nostro obiettivo è quello di salvarci”.
Ha poi commentato l’incontro avuto a Roma con Papa Francesco: “Siamo stati tre ore. Più di tanto non posso raccontare perchè abbiamo fatto una cosa per Discovery Channel con diversi personaggi, il cui obiettivo sarà quello di raccontare come uscire da un momento difficile. Io sono andato la con mia madre e mia suocera e il Papa mi ha detto che avrebbero dovuto farmi santo subito perché mi ero portato dietro mia suocera. Ha detto tante cose che fanno riflettere. E’ anche un grande tifoso di calcio, mi ha raccontato di un portiere degli anni ’20 che era il suo idolo. Mi ha detto di salutare tutta la squadra. Conosce Palacio, ma non Dominguez. E’ stata una bella esperienza”.
Tornando ai singoli ci si chiede quando sarà al meglio Poli: “E’ pronto, ma sono scelte tecniche. A centrocampo abbiamo diverse scelte. Schouten è fondamentale e al momento non possiamo fare a meno di lui perchè è una lavatrice, gli dai i palloni sporchi e te li da puliti, ma è diffidato. Poi c’è Svanberg che sta crescendo, Poli, Dominguez… Ad ogni modo posso mettere in campo 11 giocatori.”
Si potrebbe ritrovare quel Bologna dei primi sei mesi di Mihajlovic? “Abbiamo fatto passi avanti. Il mio obiettivo era quello di creare un gruppo. Dovevamo salvarci, ogni partita era una questione di vita o di morte. Non potevamo fare passi falsi e li abbiamo cementato il gruppo. Poi abbiamo cercato di dare un’identità precisa di gioco. Abbiamo cercato di spostare il baricentro in avanti e dare maggiore serenità serenità a tutti, e anche in questo siamo stati bravi. Ora invece è diverso, bisogna lavorare sulla mentalità dei singoli calciatori e non sul gruppo. La differenza rispetto a quando sono arrivato è che a suo tempo sapevo che la squadra sarebbe andata in campo per battagliare, ma non sapevo come avrebbe giocato, ora è il contrario. Sansone e Soriano? Se fossi stato in Pippo li avrei presi anche io”.
Ma quando ha sentito Inzaghi in quei momenti?“L’ho sentito ancora prima che il Bologna mi chiamasse, perché era uscita la notizia sul giornale ma non era vero. Lui è un amico vero, venne alla mia partita d’addio dopo aver giocato contro il Liverpool. In campo battagliavamo e lo minacciavo, ma siamo legati. Lui qui è stato esonerato ma sono cose che capitano a tutti. Si è subito ripreso, e sta facendo bene. Avrò piacere di incontrarlo domani”.
E’ poi tornato sulla sconfitta dell’andata a Benevento: “ All’andata giocammo una partita che rigiocata altre 10 volte non riusciremmo mai nuovamente a perdere, proprio per mancanza di cinismo. Dobbiamo sfruttare le occasioni e per come stiamo giocando sono sicuro che avremo occasioni. Prima della scorsa partita ho ricordato ai ragazzi com’era andata all’andata con il Parma. Non bisogna perdere l’attenzione e questo è dovuto alla mancanza di pubblico. Manca quel qualcosa che ti tiene concentrato fino alla fine, e va ritrovato dentro ogni singolo calciatore”. Quindi i tifosi, che domani sera aspetteranno l’arrivo della squadra allo stadio: “Non sapevo che stessero organizzando una fiaccolata per domani, ma li ringrazio. Ci sono sempre stati vicino. Ci mancano, sono curioso di vedere come sarà tornare allo stadio pieno. Penso che le prime partite saranno difficili come lo sono state le prime senza. Io penso che qui in Emilia-Romagna, grazie a Bonaccini, avremo i tifosi allo stadio. Penso che potremo essere addirittura i primi a riavere i tifosi allo stadio. Spero. La volontà è questa”.
Infine una battuta sulla presenza di Mitchell Dijks che si è fatto un taglio ad un ginocchio: “Come vuoi che stia uno che è stato fuori sei mesi per un’operazione al dito… Il taglio si riassorbe subito. E comunque sono guarito prima io dalla leucemia che lui dal problema al piede…”.

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