Mihajlovic: “Con la Lazio cercheremo di segnare un gol in più di loro”

Alla vigilia dell’incontro con la Lazio, che per Mihajlovic non è mai un match come gli altri, il tecnico del Bologna non si sbilancia, specie per la probabile mancanza di Tomijasu: “Chiedete ai dottori” risponde, mentre sulla partita ha le idee chiare: “Ognuno farà la propria partita, noi non cambieremo la nostra mentalità e neanche loro. Sarà una partita aperta. Vediamo che succede. Ho visto bene la squadra in settimana ma c’è ancora un ultimo allenamento e spero che non lo sbaglino. Bigon prima del Benevento mi disse ‘non sbaglieremo atteggiamento dopo una settimana così’, io ho risposto ‘nel calcio non si sa mai’ e infatti…E’ tutto da scoprire”. Dunque un Bologna che continuerà sempre a cercare un gol in più? “All’andata abbiamo perso con più possesso palla nella loro metà campo, abbiamo tirato più di loro, creato più occasioni di loro. Dobbiamo cercare di rifare la stessa partita. Per come la vedo io, quando prendi 4 gol dal Bayern forse qualche scoria può restare. Magari puoi perdere qualche certezza. Serve imporre la nostra mentalità senza far prendere loro coraggio”. Per la prima volta con il Sassuolo Dominguez e Svanberg assime: “Mi sono piaciuti, fino a quando sono rimasti in campo. Poi ho sbagliato nel cambio, ho tolto Svanberg invece di un attaccante. Ma il centrocampo è il reparto dove soffriamo di meno e abbiamo molte soluzioni. Forse domani li riproponiamo”. E quanto perde la squadra senza Tomiyasu? “Con tutte le volte che avete detto che ha sempre giocato, si è fatto male – ha voluto scherzare l’allenatore – Lui non è mai stato sostituito e perdiamo molto, sicuramente ci sono giocatori per sostituirlo ma con caratteristiche diverse”. Si è passati poi a trattare il tema Orsolini-Skov Olsen, entrambi deludenti in questa stagione: “Sono due giocatori importanti, il più concentrato è Skov, il più pericoloso è Orso. Loro sanno cosa devono migliorare, stiamo lavorando per avere due grandi giocatori. Skov deve essere più incosciente, Orso deve migliorare sull’aspetto difensivo. Hanno due caratteri diversi che danno vantaggi e svantaggi, Orso è più incosciente e ogni tanto dietro si perde, l’altro invece è più concentrato ma magari ha meno coraggio in avanti”. Poi, dopo il caso Hickey si è tornato a parlare di arbitri e soprattutto del ruolo del VAR: “Quello che dovevo dire l’ho detto. Anche in Champions abbiamo visto errori importanti. C’erano rigori per Juve e Lazio, quindi l’espulsione di Freuler discutibile. Succede ovunque. I designatori sono tutti e due italiani, forse non vogliono favorire le squadre italiane. Sarà una cosa psicologica. Tutti lavorando possono sbagliare, succede anche a me. Non è malafede”. Forse bisognerebbe conoscere meglio il regolamento per giudicare? “Oltre a conoscere le regole, servirebbe avere più empatia in campo, avere un rapporto umano e spiegare le cose senza essere intoccabili. Gestire una partita non è facile, si può sbagliare. A me per esempio è piaciuto molto Orsato quando ci ha arbitrato, perché spiega in campo. Serve magari maggior rispetto da tutte le parti. Guardiamo il campionato inglese, sembra che l’arbitro non ci sia e le partite trovano maggior ritmo, in Italia invece il gioco è troppo spezzettato. Lo stesso Orsato mi ha detto che è molto differente fischiare in Europa rispetto al campionato italiano”.

Infine una domanda sul pubblico, oramai lontano dagli stadi da un anno: “Quando i ristoranti riaprono la gente va a mangiare, se sei abituato a un certo tipo di vita e te la tolgono penso che ci sia piacere a tornare quando si riapre. Credo possa essere la stessa cosa per lo stadio, anzi forse ci sarà ancora più gente. Bisognerà vedere come reagiranno i giocatori, all’inizio potrebbe essere un trauma ritrovarsi lo stadio pieno”.

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