Mihajlovic: le prossime due partite sono alla nostra portata

Domani alle 18 il Bologna gioca allo stadio Tardini una partita delicata. I rossoblù hanno solo cinque punti di vantaggio sulla zona rossa della salvezza e ha ottenuto solo una vittoria negli ultimi undici incontri. Sereno Sinisa Mihajlovic alla vigilia di due incontri importanti, prima con il Parma, poi con il Benevento: “Guardiamo una partita alla volta, sono due partite alla nostra portata – ha affermato – Mi aspetto lo stesso approccio che abbiamo avuto con le big, ma la prestazione deve portare anche il risultato stavolta. Ma questo dipende dal nostro approccio mentale e dalla nostra attenzione ai dettagli. Cercheremo di fare come sempre la nostra partita, sapendo che il Parma ha cambiato molto sul mercato”. Comunque ci sono solo cinque punti da salvaguardare per la salvezza: “Ci sono stati tempi peggiori, mancano ancora 18 partite ed è lunga. Penso che dovremmo avere più di 20 punti per come abbiamo giocato, se vedo certe squadre come giocano…Dobbiamo però credere alla strada intrapresa perché le cose non andranno sempre male. Continueremo a lavorare e a migliorare, ho fiducia nella squadra e in quello che stiamo facendo. Sono sereno, ci vuole pazienza. Credo sia più una questione mentale”. Per domani, due squadre un po’ diverse dall’andata:
“All’andata abbiamo vinto, noi proseguiamo il nostro percorso e le prestazioni, a parte Roma, ci sono sempre state. Loro hanno avuto maggiori difficoltà ma ci sta visto che in estate hanno cambiato diesse e allenatore. Anche il Bologna all’inizio del progetto nel 2015 ha fatto fatica, il campionato italiano non è facile e noi oggi siamo più avanti. Speriamo di mostrarlo domani in campo”. Si è passato poi a parlare dei singoli, cominciando da Barrow che sarà ancora centravanti: “Procede, lavoriamo tutti i giorni e speriamo di vedere presto miglioramenti. Con Juve e Milan ha fatto fatica, ora arrivano due avversari alla portata e da lui mi aspetto di più”. Quindi De Silvestri:“Lui ha le caratteristiche per fare anche il centrale nonostante abbia sempre giocato in fascia. Quando ti avvicini a una certa età ti sposti più in mezzo e lui, quando costruiamo, gioca centrale a tre. Noi come terzini destri abbiamo tante alternative considerando Tomiyasu, Faragò e Mbaye”. Tomiyasu torna a destra? “Dipende, lui può fare tutto, vediamo le condizioni fisiche di forma, come stanno gli altri, ma quando hai un giocatore così è sempre un valore aggiunto. C’è l’imbarazzo della scelta”. Sul nuovo arrivo Antov ha detto: “Ha personalità e mi piace, è un ragazzo intelligente, sa adattarsi ed è sicuramente uno sveglio. Lo chiamano bambino prodigio in Bulgaria e ci sarà un motivo. Si sta applicando, per il momento è presto perché ha fatto solo un paio di allenamenti. Nessuno a Bologna deve essere un numero ma un rinforzo. Ci servono giocatori che possono darci una mano”. Poi sul mercato scherza: “Mi chiedete ancora di mercato? Manco mi sono accorto del mercato – la gag di Sinisa – Vi leggo come un libro aperto ormai, andate sempre a parare lì”. Perchè Niang non è venuto? “Non voglio parlarne, non parlo di giocatori che non alleno. Sicuramente non è colpa della società, abbiamo cercato di prenderlo, io lo conosco bene ma non entro nei dettagli. Se non è arrivato qua significa che qualcosa ci ha fatto riflettere, parlo dell’aspetto umano e non calcistico”. Sabatini si è detto arrabbiato dalla piazza che critica: “Faccio Casteldebole-albergo, non vedo nessuno. Voi vivete la città, dovreste dirmelo voi se c’è la rabbia. Sappiamo di dover fare meglio, ma restiamo ottimisti. Mi piacerebbe vivere la città ma in questo momento non si può. Forse sarebbe meglio se i tifosi si arrabbiassero”. Infine Orsolini che in settimana si è allenato a singhiozzo: ““Skov Olsen gioca domani, Orsolini si è allenato e sta bene ma io voglio provare Andreas. A me piace Skov, può diventare forte, deve migliorare caratterialmente ma noi abbiamo 18 nazionalità diverse e le abitudini sono molteplici. Ricordo che all’inizio lui passava, ti guardava e non salutava, poi ho capito che da loro il saluto non esiste, ci si guarda ed è quello il saluto. Quindi è chiaro che c’è un processo di adattamento. Non è una bocciatura per Orsolini”.

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