Mihajlovic torna in panchina dopo la febbre: per vincere con il Venezia serve la giusta mentalità”

Sinisa Mihajlovic è tornato a Casteldebole dopo tre giorni passati con la febbre dopo la terza dose di vaccino. Domani sarà in panchina, ma è chiaro che questa settimana ha dovuto fidarsi molto dei suoi collaboratori.

Intanto oltre a Schouten e De Silvestri, nella seduta di oggi anche Skov Olsen ha subito la distorsione di una caviglia e non è stato convocato. Così rimane il dubbio su chi prenderà a destra il posto Di De Silvestri. In settimana è stato provato Hickey, ma prima dell’infortunio il tecnico aveva detto che una maglia se la sarebbero giocati Mbaye e Skov Olsen. Dunque è probabile che sia Mbaye il prescelto, anche se il giocatore non è mai stata una prima scelta per il tecnico.

Per il resto la squadra sarà quella che si è ben comportata in questo inizio di campionato, con il nuovo modulo 3-5-2 che ha portato più punti e meno reti subite. Dunque in avanti Soriano saràil suggeritore di Arnautovic e Barrow, mentre in difesa Medel sarà affiancato da Soumaoro e Theate, con Bonifazi tornato in squadra dopo il problema muscolare e a centrocampo la prima convocazione per Nicolas Viola.

Probabile formazione /3-4-1-2) Skorupski, Soumaoro, Medel, Theate, Mbaye, Svanberg, Dominguez, Hickey, Soriano, Arnautovic, Barrow

“Dopo la sosta – ha detto Sinisa Mihajlovic alla vigilia – è sempre difficile visti i tanti nazionali via, ma non deve essere una scusa. È un orgoglio, significa che società ha scelto bene i giocatori. Il venezia ha fatto 12 punti, non sono pochi per una neopromossa e ha battuto Fiorentina e Roma. L’allenatore è molto bravo e so che ci metteranno in difficoltà. Tecnicamente siamo superiori ma sappiamo che non basta, serve sempre il giusto atteggiamento. Spero in uno stadio pieno per quanto possibile perché abbiamo bisogno del calore del pubblico. Mi auguro che non si ripeta una partita simile a quella di Empoli, ma noi rispetto ad allora siamo diversi. Da mercoledì non vedo la squadra, direi che stanno tutti bene, i piccoli problemi di Theate sono risolvibili e in più abbiamo Viola e Bonifazi. I primi giorni da cittadino onorario? E’ un riconoscimento prestigioso, mi riempie di orgoglio. Ho aggiunto un altro capitolo della mia vita. Non è una cittadinanza dettata dai meriti sportivi ma dalla qualità umana che evidentemente sono riuscito a trasmettere. Per me era più importante che mi dicessero da giocatore che ero una brava persona piuttosto che un bravo giocatore”.

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