Convalidato il fermo per l’assassino di Chiara

Vuole giustizia la mamma di Chiara, la ragazza di appena 15 anni uccisa da un coetaneo a Monteveglio in provincia di Bologna. “Io mi affido alla giustizia, io ho fede nella giustizia, io voglio giustizia per mia figlia”. Sono le parole di Giusi, la madre di Chiara Gualzetti, alle centinaia di persone commosse che ieri hanno partecipato alla fiaccolata in ricordo della figlia uccisa.

Intanto è stato convalidato il fermo dell’assassino che martedì mattina ha confessato l’omicidio di Chiara. “Ricordo che non moriva e mi sono stupito di quanto fosse resistente il corpo umano” sono le parole del ragazzo che resta nel carcere minorile di Bologna. Secondo la ricostruzione del Gip, il ragazzo dopo l’omicidio avrebbe mandato dei messaggi vocali inequivocabili ad un’amica in cui confessava ciò che aveva fatto.  Senza scrupoli, senza freni inibitori e privo di ravvedimento. Così lo descrive il Gip nel motivare l’applicazione della custodia in carcere per il rischio di reiterazione del reato e per il pericolo di fuga. Il sedicenne fermato, sottolinea il Gip, “al momento appare capace di intendere e di volere” soprattutto rispetto “a un reato il cui concetto illecito è di immediata percezione”. Il giudice parla di “vita regolare costantemente condotta” di “ambiente familiare sostanzialmente adeguato”, “studi positivamente frequentati” e dei “lucidi e freddi tentativi di nascondere le tracce del delitto e di negare le responsabilità”. Inizialmente l’indagato ha tentato di depistare, dicendo che la ragazza aveva un successivo appuntamento con un altro giovane, nascondendo i vestiti, lavando le scarpe sporche di sangue e il coltello, cancellando immagini e messaggi dal cellulare.

Si è poi deciso ad ammettere di aver ucciso l’amica solo a fronte di elementi di accusa “di eccezionale rilevanza”. Secondo il Gip, due elementi rendono particolarmente elevato il rischio di reiterazione del reato: “l’estrema violenza e determinazione” e soprattutto “l’incapacità di autocontrollo”. Il ragazzo, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, nell’ultimo periodo aveva manifestato segnali di disagio che avevano portato la famiglia a farlo seguire da uno psicologo, il quale a propria volta, dopo averlo incontrato, aveva suggerito di rivolgersi a uno specialista. Il sedicenne, tra le altre cose, utilizzava spessissimo delle lenti a contatto rosse, come a voler immedesimarsi in un personaggio di una serie Tv, Lucifer, a cui ha anche accennato negli interrogatori, durante i quali ha raccontato di una “presenza demoniaca” che lo spingeva alla violenza. Un elemento preponderante nella confessione ribadita anche ieri davanti al Gip del tribunale per i minorenni, unita al fatto che si è detto infastidito dalle avances della giovane amica, che lui non corrispondeva. Inoltre avrebbe detto anche che Chiara aveva espresso il desiderio di morire e che lui l’avrebbe così accontentata. Domani è prevista l’autopsia sul corpo della ragazza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *