Pandemia: le donne le più danneggiate

Sono state le donne a pagare il prezzo più alto della pandemia, sul fronte occupazionale e su quello delle violenze domestiche. 22 mila quelle che hanno perso il lavoro tra marzo e giugno 2020, in seguito alle misure di contenimento dell’epidemia, su un totale di 37mila posizioni dipendenti perse, il 60%. Nello stesso periodo, le donne che si sono rivolte al numero anti-violenza per chiedere aiuto sono state 804, più del doppio rispetto al 2019. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto della Regione Emilia-Romagna sull’impatto della pandemia sulle donne e sulle azioni promosse dalle Regione per arginarne i danni. E sono 42 i progetti attualmente in corso per favorire l’accesso al lavoro sostenuti dalla Regione con 1 milione di euro. Altri 4,6 milioni per il fondo Starter per l’imprenditoria femminile ed altri 357 mila per sostenere i 21 centri antiviolenza. Un altro dato emerge dal rapporto: le donne settimanalmente lavorano 5 ore in più degli uomini e dedicano alla cura del corpo 3 ore e mezza in meno.

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