Sequestrano ed inducono in servitù una ragazza, arrestati

Si era innamorata via social di un ragazzo al di là del mare, in Italia. Quando però è arrivata dalla Serbia a Pianoro lo scorso 20 gennaio con i soldi che lui le aveva mandato, la giovane, una ventiduenne serba, oltre a quello che pensava essere il suo futuro marito ha trovato un’intera famiglia che l’ha segregata, picchiata, costretta ai lavori domestici e voleva indurla alla prostituzione e all’accattonaggio. Il tutto con la scusa di farle restituire i soldi del viaggio. Una situazione quasi impossibile, interrotta dopo 10 giorni da un gesto estremo della ragazza per sottrarsi ai suoi aguzzini, ingoiare del detersivo che credeva candeggina per farsi ricoverare in ospedale e riuscire a chiedere aiuto.

Dopo il racconto della giovane sono incominciate le indagini della squadra mobile di Bologna sotto il coordinamento del PM della DDA Roberto Ceroni che si sono concretizzate ieri nell’esecuzione di quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse da tribunale a carico del presunto fidanzato, un diciannovenne di origine kosovara, del fratello maggiore di 21 anni, della madre di 37 anni e del compagno di lei un cittadino romeno della stessa età. Gli altri due figli minori sono invece stati affidati ai servizi sociali. Nei confronti del trentasettenne era già anche in corso un procedimento penale per violenza sessuale proprio a carico di una dei due minorenni. Dopo che la ventiduenne serba era sfuggita al loro controllo, gli arrestati avevano pensato di vendicarsi della famiglia d’origine della giovane in Serbia.

Oltre a volerla avviare alla prostituzione, la famiglia voleva che la ragazza rimanesse subito incinta anche se lei non ne aveva alcuna intenzione. La giovane ha però spiegato di non aver subito fortunatamente alcuna violenza sessuale.

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